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MODELLO EDUCATIVO

Secondo noi educare significa condurre fuori ciò che è già presente dentro ciascuno di noi. Dunque le finalità dell’educazione sono per noi le seguenti:

  • il rispetto e il ben-essere del bambino e della bambina;
  • lo sviluppo integrale della persona;
  • il sostegno ad una forte sensibilità per il pianeta in cui viviamo;
  • la co-creazione di una comunità educante.




Gli obiettivi pedagogici che definiamo sono i seguenti:

  • sviluppare una buona autostima, scoprire il proprio talento ed essere in grado di relazionarsi alle persone attorno a noi; 
  • conoscere le proprie emozioni e imparare a gestirle in modo positivo, saper fare con tutto il corpo, lo sviluppare del pensiero critico, divergente e della creatività, prediligere e curare il processo più che il risultato;
  • rendere consapevoli i bambini e le bambine sia della profonda interconnessione che ci lega gli uni agli altri e al pianeta che abitiamo, sia della responsabilità delle nostre piccole o grandi azioni e scelte quotidiane;
  • creare insieme uno spazio dove tutti possano esprimersi, trovare supporto e prendere decisioni in assenza di giudizio e in ottica realmente democratica e cooperativa. Uno spazio di dialogo aperto, di socializzazione e di confronto, di divertimento e di riflessione condivisa. Obiettivo per tutti gli adulti è quello di attivare percorsi di autoconsapevolezza e di ricerca del benessere, che ci conducano ad essere un modello e un esempio.


Gli strumenti didattici che a nostro avviso sono più efficaci per raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti sono i seguenti: 

  • figure di riferimento empatiche e rispettose, che sappiano motivare ed appassionare i bambini attraverso innanzitutto una relazione educativa efficace;
  • educazione emozionale;
  • gioco al centro delle pratiche quotidiane dei bambini e delle bambine;
  • contatto quotidiano con la natura;
  • spazio come terzo educatore;
  • linguaggi artistici ed espressivi;
  • uscite nel territorio;
  • creazione di scambi con le diverse organizzazioni e associazioni presenti;
  • processi decisionali democratici;
  • coinvolgimento e partecipazione delle famiglie sia in momenti ludici e di svago, sia in contesti di formazione e crescita personale.




MODELLI ISPIRATORI:

SottoSopra non si ispira ad un unico modello educativo, ma crede nel valore del conoscere molteplici approcci e nel saperli utilizzare ad-hoc a seconda dell’unicità della bambina o del bambino, della sua famiglia e dell’adulto accompagnatore, in quello specifico contesto.

Dopo un’analisi condivisa di diverse teorie pedagogiche, come gruppo di genitori abbiamo scelto quattro approcci che ci ispirano e ci mettono in discussione:





1. Educazione in natura:

modello basato sullo stare all’aria aperta in un ambiente naturale indipendentemente dalle condizioni atmosferiche. Crediamo nella ricchezza complessiva e totale del poter vivere esperienze di questo tipo per molteplici ragioni:
  • Immersione, con tutti i cinque sensi, nella complessità della natura, nelle sue diverse sfaccettature e nella sua ciclicità, di cui noi facciamo parte;
  • possibilità di entrare maggiormente in relazione con se stessi e con gli altri (meno conflitti e maggiore predisposizione a collaborare);
  • molteplici occasioni di esprimersi con tutto il corpo, di mettersi in gioco, di autogestirsi ed autoeducarsi;
  • benefici in termini di salute;
  • esperienza diretta della rete infinita di connessioni che governa il mondo naturale e che quindi conduce alla comprensione che nulla vive isolato e che occorre sempre ragionare per relazioni.




2. Educazione emozionale:

approccio pedagogico che reputa fondamentale prendersi cura dell’aspetto emotivo che accompagna la crescita ed i processi di apprendimento dei bambini e delle bambine. Obiettivi prioritari sono: aiutare i bambini a riconoscere le proprie emozioni e quelle altrui; saperle gestire; nutrire in loro una sana autostima; sostenerli nella costruzione di relazioni sociali significative. È un approccio sistemico che non si limita al bambino e alla bambina ma prevede la necessità di coinvolgere anche gli adulti. Ad educare, infatti, è sempre una comunità e mai un singolo. Ciascun membro della comunità che interagisce col bambino, soprattutto se è un adulto di riferimento, è un esempio per i bambini e le bambine.





3. Educazione libertaria:

un insieme di principi ed esperienze unite ad una pratica organizzativa di tipo democratico, che riconosce ai bambini e alle bambine la capacità di decidere individualmente e in gruppo come, quando, che cosa, dove e con chi imparare e la capacità di condividere in modo paritario le scelte che riguardano i loro ambiti organizzativi. L’adulto accompagnatore ha il compito di affiancare il bambino in un comune processo di indagine/scoperta/creazione che è alla base del conoscere. La fiducia nelle competenze e nella capacità di autoeducazione proprie di ciascun soggetto è centrale in questo approccio, al fine di permettere a ciascuno la piena conoscenza e realizzazione del proprio sé.





4. Neuroscienze:

approccio scientifico interdisciplinare che studia il cervello nelle sue connessioni, nel suo funzionamento e nelle sue modalità di apprendimento. Tale approccio ha rivelato come l’aspetto emotivo, l’aspetto cognitivo e l’aspetto del corpo inteso come movimento siano profondamente interconnessi in ciascuna persona. Da queste scoperte abbiamo messo in discussione il nostro approccio alle bambine e ai bambini, consapevoli di molteplici dinamiche interiori essenziali per il loro e il nostro benessere e, quindi, per l’apprendimento e l’educazione.